Il tennista italiano Jannik Sinner è stato squalificato per tre mesi a seguito di un accordo con l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) relativo a una violazione delle norme antidoping. Nel marzo 2024, durante il torneo di Indian Wells, Sinner era risultato positivo al clostebol, uno steroide anabolizzante sintetico vietato. Inizialmente, un tribunale indipendente lo aveva ritenuto privo di colpa o negligenza, ma la WADA ha presentato ricorso alla Corte Arbitrale dello Sport (CAS), ritenendo la decisione non conforme alle norme vigenti.

Per evitare un prolungato procedimento legale, Sinner ha accettato una sospensione di tre mesi, riconoscendo la sua parziale responsabilità per gli errori commessi dal suo team. La squalifica è iniziata il 9 febbraio 2025 e terminerà il 4 maggio 2025, permettendogli di tornare ad allenarsi ufficialmente dal 13 aprile 2025. Questo accordo gli consentirà di partecipare agli Internazionali BNL d’Italia a Roma, in programma dal 29 aprile al 18 maggio 2025.
Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha commentato: “È la prima volta che una vergognosa ingiustizia ci rende felici perché il primo pensiero è per il ragazzo che vede finire un incubo”. Ha inoltre sottolineato che l’accordo certifica l’innocenza di Sinner e gli permette di pianificare serenamente il suo futuro agonistico.
Nonostante la squalifica, la WADA ha riconosciuto che Sinner non aveva intenzione di trarre vantaggio competitivo dall’assunzione della sostanza proibita e che le tracce rilevate non hanno influito sulle sue prestazioni sportive. Questo caso evidenzia l’importanza della responsabilità del team di supporto degli atleti nel garantire il rispetto delle norme antidoping.
Il tennista italiano Jannik Sinner è stato squalificato per tre mesi a seguito di un accordo con l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) relativo a una violazione delle norme antidoping. Nel marzo 2024, durante il torneo di Indian Wells, Sinner era risultato positivo al clostebol, uno steroide anabolizzante sintetico vietato. Inizialmente, un tribunale indipendente lo aveva ritenuto privo di colpa o negligenza, ma la WADA ha presentato ricorso alla Corte Arbitrale dello Sport (CAS), ritenendo la decisione non conforme alle norme vigenti.
Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha commentato: “È la prima volta che una vergognosa ingiustizia ci rende felici perché il primo pensiero è per il ragazzo che vede finire un incubo”. Ha inoltre sottolineato che l’accordo certifica l’innocenza di Sinner e gli permette di pianificare serenamente il suo futuro agonistico.
Nonostante la squalifica, la WADA ha riconosciuto che Sinner non aveva intenzione di trarre vantaggio competitivo dall’assunzione della sostanza proibita e che le tracce rilevate non hanno influito sulle sue prestazioni sportive. Questo caso evidenzia l’importanza della responsabilità del team di supporto degli atleti nel garantire il rispetto delle norme antidoping.

